FEDERAZIONE PROVINCIALE DI ALESSANDRIA
Riceviamo da
Danilo Bottiroli per "Verdi per la Pace"

Centraline idroelettriche in Val Borbera

Il continuo proliferare di centraline idroelettriche in Val Borbera e non solo è un dato che non può che preoccupare. In nemmeno due anni siamo già al terzo progetto. Per tutti, i rischi sono gli stessi: torrenti prosciugati per chilometri, con la morte dell’ambiente naturale. Il primo prevede un “tubone” che da Rosano, nel territorio di Cabella Ligure, arrivi a Rocchetta, dove è prevista la centralina: saranno parecchi i chilometri in cui l’acqua sarà intubata. Il secondo è a Borghetto Borbera, nella parte bassa della valle: stessa situazione. Ora arriva il terzo, ad Albera, lungo il torrente Albirola, importante affluente del Borbera che scende dal monte Giarolo: 4 chilometri di tubazione da Volpara al paese e persino la garanzia che gli acquedotti consortili della zona saranno risistemati. In tutti i casi, qualche decina di migliaia di euro all’anno ai comuni dovrebbero spingere la comunità locale ad accogliere queste proposte. Ma quali sono le garanzie per la salvaguardia del territorio? Nessuna, tranne che il prelievo di acqua sarà sospeso durante i mesi estivi, quando i torrenti vanno in secca, ma è ormai un dato di fatto che la Val Borbera è già pesantemente impoverita dal punto di vista idrico rispetto al passato: basti osservare il torrente Sisola il cui è letto è rimasto asciutto per molti mesi nell’ultimo anno.

I proponenti e gli amministratori locali non si rendono conto che i periodi di siccità si stanno estendendo sempre di più, arrivando all’autunno inoltrato? Il risultato sarà che, nei tratti in cui scorrono le condutture che alimentano le centraline, i torrenti saranno in secca per mesi e mesi, trasformandosi in fogne a cielo aperto dove magari, come per l’Albirola, non esistono condotte fognarie. Oppure (ma ne siamo sicuri?) le centraline non funzioneranno per 6 mesi all’anno.

Temiamo che a dover pagare queste scelte per noi sciagurate saranno anche le piccole utenze domestiche (e spesso virtuose) che si vedranno obbligate ad ulteriori razionalizzazioni per favorire il funzionamento minimo delle centraline: invitiamo pertanto la gente a mobilitarsi contro le scelte degli amministratori locali che, magari, non si sono neppure premurati di chiedere l’opinione degli abitanti della valle.

In val Borbera esiste già la centrale di Dovanelli che fornisce l’energia elettrica alla valle: probabilmente queste centraline non serviranno al territorio, ma l’energia sarà venduta altrove: ci sembra di essere tornati alla vicenda del Tubo che preleva (già ed inoltre) l’acqua buona della valle per rifornire Novi o, peggio, le industrie novesi.

I Verdi denunciano questa proliferazione di progetti di centraline idroelettriche alimentata, a nostro avviso, esclusivamente dalla corsa ai contributi statali e chiedono agli amministratori pubblici, Provincia in testa una seria programmazione sul territorio, rispettosa innanzitutto delle risorse della valle.

Federazione Provinciale di Alessandria