Che cosa è l’indecenza

Non è mia intenzione cercare raffinate e acculturate definizioni di quell’insieme di comportamenti e atteggiamenti che possono delimitare il significato di questo sostantivo.
Indecente! è l’esclamazione che mi è venuta in mente d’istinto non appena ho letto su La Stampa una determinata notizia.
“Le due Fondazioni Cassa di Risparmio di Alessandria e Cassa di Risparmio di Asti rilevano la REAM, una società di gestione del risparmio che investe nel settore immobiliare e ciò per...” Fin qui nulla da commentare, evidentemente le Fondazioni bancarie vogliono fare investimenti che diano utili e i loro Consigli decidono come ritengono opportuno. Ma poi “A presiedere la Ream c’è Fabrizio Palenzona, vicepresidente dell’Unicredit”
Indecente!
Ma come, quest’uomo che potrebbe essere la perfetta raffigurazione umana vivente di uno dei migliori versi della canzone di Guccini “Dio è morto”, ossia “Una politica che è solo far carriera”, l’uomo che da sindaco di Tortona, cavalcando i cavalli giusti, snobbando gli asini raglianti e affiancando i manager rampanti, è arrivato ad accumulare decine di cariche superpagate, soprattutto nel settore bancario e trasportistico, l’uomo lodato da Berlusconi per la sua capacità di tenere i piedi in diverse scarpe, l’uomo che, dallo studio di Vespa, veniva a farci la morale perchè non ci intenerivamo dinanzi a Fazio, l’amico dei furbetti del quartierino, è stato delegato da due fondazioni “per gestire investimenti in strutture turistiche nel Monferrato”.
In questi ultimi mesi molti giornali hanno scritto di Palenzona, in particolare IL DIARIO, il Corriere della sera, Il sole 24 ore.
Ad esempio a marzo di quest’anno, su "Il Sole 24 ORE", due intere pagine vengono dedicate all'imminente avvio del processo che vede come protagonisti la scalata dell’imbroglione Fiorani protetta dal governatore Fazio. Si legge, ad un certo punto, "Fiorani contatta anche alcuni leader di partito, quali Casini, Follini, Berlusconi, Alemanno e Tremonti. Ma sono Palenzona, Grillo, Brancher e Calderoli i suoi punti di riferimento: loro hanno anche ricevuto denaro. Palenzona ottiene 1,2 milioni di euro estero su estero e in Italia 850mila euro.Grillo incassa 200mila euro. Brancher 400mila euro, in parte da dividere con Calderoli (che non mi ha nemmeno ringraziato-aggiunge Fiorani)".
Ricapitolando: questi cavalli di razza che correvano per la scuderia lodigiana di Fiorani-Fazio hanno ottenuto, per le loro prestazioni, ben 2 milioni di euro il primo e 200mila euro il secondo.
Che dire dinanzi a questa scelta delle due Fondazioni, che avrebbe meritato almeno un rinvio al dopo processo?
Mille riflessioni indignate, riassumibili in una sola: è una indecenza!

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Il giorno dopo apro una busta con una bella cartina che indica dove si terrà, in quel di Tortona, un convegno. Riguarda la solita passerella di interventi sulle aree logistiche piemontesi-liguri, un altro ennesimo convegno sulla assoluta necessità del Terzo Valico per il progresso, lo sviluppo e per togliere i TIR dalle strade.
Bah!
Ma perchè mi invitano?
Finalmente vogliono che qualcuno intervenga spiegando perchè non si abbuffa alla mangiatoia delle Grandi Opere ritenendole un imbroglio finalizzato all’utile di pochi?
Ma che strano, non è mai successo!
Leggo tutta la lettera e mi ricordo che al peggio non c’è mai limite.
Datata Roma 7 novembre 2007, inviata dalla Associazione italiana società concessionarie autostrade e trafori, e firmata da presidente, il solito Fabrizio Palenzona presidente o vice di quasi tutto, mi ringrazia: “ per la disponibilità dimostrata in occasione dell’intervista concessa nell’ambito dell’attività di animazione territoriale prevista dal progetto AISCAT “Capitalismo delle reti”
A parte l’oscurità di linguaggio, c’è un particolare importante: io non sono mai stato intervistato su un argomento del genere e forse la mia ultima intervista, tra l’altro sul tema del restauro di opere d’arte religiose, risale a una decina di anni fa.
Inoltre mi invita “al focus group - (cosa mai sarà questo gruppo di fuoco?) - con lo scopo di ascoltare interventi di professori della Bocconi e della Luiss e sentire i risultati dell’indagine condotta in questi mesi dal Consorzio AASTER”, in poche parole quanto emerso dalle interviste condotte sul territorio.
Interviste del tipo di quella fatta a me?
Ma che indecenza!