Su segnalazione di Carloge

BIOETANOLO: “Un crimine contro l'umanità”
02-11-2007 - Fonte: La Repubblica

Biocarburante, l'allarme dell'Onu "Un crimine contro l'umanità"
L'inflazione alimentare nei paesi emergenti è doppia che nel resto del mondo. Secondo il rapporto Onu, 854 milioni di individui nel mondo soffrono la fame
Aveva ragione Fidel Castro e torto George Bush: la corsa al granturco per produrre ecobenzina colpisce drammaticamente i poveri.
A dirlo, ora, è l'Onu. "Un crimine contro l'umanità" l'ha definita Jean Ziegler, l'inviato speciale Onu per "il diritto al cibo".
Una definizione di una violenza insolita, studiata, probabilmente, per catturare i titoli dei giornali e attirare l'attenzione sugli effetti che l'impennata dei prezzi agricoli - determinata, almeno in parte, dal boom dell'etanolo - sta avendo sui paesi più poveri, dove anche limitate oscillazioni dei prezzi del cibo possono spostare il confine della fame. I dati del Fondo monetario internazionale confermano, infatti, che, in media, nel mondo, i prezzi del cibo hanno subito una brusca accelerazione.

È tutta colpa dell'etanolo? In realtà, l'attuale impennata dei prezzi - soprattutto dei cereali - è il frutto anzitutto di alcune annate di cattivi raccolti, per via della siccità. Ma l'ira di Ziegler si spiega con il fatto che, mentre con i disastri naturali si può far poco, la corsa all'etanolo - che dell'attuale aumento dei prezzi è una componente - è una decisione politica. Nel caso specifico, della politica americana, determinante, perché gli Usa sono il maggior esportatore agricolo al mondo e, da soli, rappresentano il 70% dell'export mondiale di granturco, un alimento centrale anche per i mangimi animali.
La decisione di Bush di quintuplicare l'obiettivo ufficiale di produzione di etanolo da granturco ha avuto un impatto devastante sui prezzi. La quotazione del granturco ha raggiunto record storici, di fronte alla nuova domanda.
Contemporaneamente, aree sempre più vaste sono state destinate alla produzione di mais. È questo, specificamente, il "crimine contro l'umanità" di cui parla Ziegler: la sottrazione di preziosa terra arabile alla produzione alimentare, per destinarla ai carburanti. Man mano che la popolazione mondiale aumenta, infatti, la quantità di terra arabile a disposizione diminuisce: pro capite, è quasi dimezzata rispetto al 1970.
La corsa all'etanolo rischia di strangolare questa risorsa: un recente studio calcola che, per aumentare la produzione di biocarburanti in misura sufficiente ad assicurare il 5% dei combustibili per il trasporto, occorrerebbe destinarvi il 15% del totale di aree coltivate.
Probabilmente, è impossibile. Certamente, sarebbe un disastro.
L'errore più grave di Bush è aver puntato sul cavallo sbagliato: il futuro non è nell'etanolo da granturco

Ziegler, ha proposto una moratoria di cinque anni nella produzione agricola per etanolo, perché guarda alle prospettive di produzione non più dal frutto della pianta, come oggi, ma dagli scarti e anche dal riciclaggio della cellulosa. Viaggiare, dunque, con la benzina da rifiuti, salvaguardando la produzione agricola. L'etanolo prodotto in questo modo consentirebbe un risparmio dell'88% nelle emissioni di anidride carbonica e anche di moltiplicare l'efficienza energetica del combustibile. Il problema è che, oggi, l'etanolo prodotto in questo modo (soprattutto attraverso enzimi) costa ancora troppo: circa il doppio della benzina. Ma è la frontiera più vicina del dopo petrolio.