da un articolo di Gian Piero Carbone su “Il nostro giornale”

LA ROQUETTE di CASSANO SPINOLA
La Cassazione ribalta la decisione dell’Appello e sentenzia: il reato di rumore è stato commesso

La questione del rumore prodotto dalla Roquette di Cassano Spinola torna d'attualità con la storica sentenza della Corte di Cassazione di Roma che, prima di Natale, ha annullato quanto stabilito dalla Corte d'Appello di Torino, cioè l'assoluzione dell'ormai ex direttore dello stabilimento, Gian Franco Viviano, dall'accusa di disturbo nei confronti dei cassanesi Tiberio Storace, Francesca Raggio e Angela Carega, da anni in lotta contro la multinazionale, costituiti come parte civile dopo la denuncia dell'Arpa in seguito alle misurazioni del rumore nei pressi delle loro abitazioni. In primo grado, nel 2004, il tribunale di Tortona aveva condanno penalmente l'imputato a due mesi di arresto e al risarcimento del danno esistenziale, commisurato in 20 mila e in 40 mila euro. I giudici torinesi avevano invece. successivamente assolto Viviano,difeso dall'avvocato Cesare Zaccone, legale della Juventus, in quanto il reato sarebbe stato depenalizzato.
La Cassazione ha però ribaltato la precedente sentenza: nessuna depenalizzazione, il reato è stato commesso anche se caduto in prescrizione, restano quindi gli effetti civili della sentenza. Di conseguenza la questione viene rinviata in sede di appello civile affinché venga quantificato il risarcimento da riconoscere alle parti civili costituitesi in giudizio.
I giudici romani hanno infatti inviato il tutto nuovamente alla Corte d'Appello per la quantificazione dei danni che Viviano dovrà risarcire alle parti lese che sono difese dagli avvocati Renzo Capelletto di Torino e Fausto Chiesa di Tortona. La vicenda risale ad alcuni anni fa.
L’Arpa, dopo numerosi rilevamenti fonometrici, tra i quali uno durato un anno ordinato dalla Procura della . Repubblica, che dimostravano il superamento della soglia limite di rumore da parte della Roquette, ne dava comunicazione all'autorità giudiziaria che avviava due procedimenti.
Quello oggetto dell'attuale sentenza e un secondo, nel quale Viviano è stato assolto a Tortona in primo grado con le medesime motivazioni della Corte d'Appello di Torino e per il quale le parti lese si sono nuovamente rivolte alla Cassazione.
La vicenda comunque non é terminata in quanto il rumore che supera la normale tollerabilità è tuttora persistente e lo dimostrano i tempi stabiliti per il Piano di Risanamento, ben sette anni. Sul problema si è tenuta nei mesi scorsi una Conferenza dei Servizi presso la Provincia di Alessandria.
I cittadini cassanesi, parte civile nei processi, intendono,valutare se sussistano eventuali spazi di
manovra per difendere la loro vivibilità valutando le posizioni tenute dal Comune in tutta la vicenda.