Tortona 15 novembre 2006
L’ECO-MOSTRO DI TORTONA
Riceviamo e volentieri diffondiamo il seguente messaggio di Danilo Bottiroli
Dopo più di otto mesi dalla presentazione della petizione di firme (120) contro la costruzione del parcheggio multipiano nell’area del Lavello, il Sindaco di Tortona ha finalmente risposto alle richieste dei cittadini.
Francesco Marguati, in sintesi, risponde alle preoccupazioni degli ambientalisti e dei cittadini rispetto all’impatto sul patrimonio naturalistico e storico architettonico dell’area verde del Lavello, ribadendo la necessità di un parcheggio di quattro piani utile per la fruizione del centro storico e per il decongestionamento del traffico.
Tutte motivazioni che potrebbero essere valide anche per la realizzazione di un parcheggio in altra parte della città, vicino al centro storico (non al suo interno) e con impatto meno rilevante sull’ambiente, sui monumenti e sulle abitazioni.
Il problema, a noi sembra un altro: si vuole fare il parcheggio multipiano al Lavello perché questo servirà soprattutto ai residenti del futuro complesso residenziale del Dante e a chi ha deciso di fare un grosso affare: trasformare la scuola Dante, voluta da Don Orione, in una serie di appartamenti di lusso. Quindi dalla santità, dalla socialità, dal servizio alla comunità a una grossa speculazione a fini di profitto economico.
Prova ne è il fatto che a realizzarlo sarà proprio la ditta che ristrutturerà l’ex edificio.
A parte le preoccupazioni sull’impatto ambientale del parcheggio (che fino ad oggi abbiamo ampiamente documentato e che potete trovare nel sito http://web.tiscali.it/progettoambiente), ci troviamo, a nostro avviso, di fronte ad un fatto molte grave: è in corso il tentativo di destinare un’area pubblica a servizio privato… e su questo aspetto devono rispondere i politici tortonesi (sia della maggioranza che della minoranza).
Noi temiamo che il nuovo parcheggio multipiano non offrirà molti posti in più agli automobilisti tortonesi (e inoltre saranno presumibilmente a pagamento), ma che servirà innanzitutto ai residenti dei nuovi appartamenti del Dante.
Altrimenti si dovrebbe riconoscere ad una ditta privata uno spirito filantropico davvero fuori dal comune, ma qual è quella ditta privata che spende 13 miliardi delle vecchie lire senza volerne trarre beneficio?
Nell’ultimo consiglio comunale, la Maggioranza ha sospeso il punto che prevedeva la modifica al Piano Regolatore consentendo il passaggio della zona del Lavello (e del Dante) da “area servizi” a zona residenziale.
Vogliamo credere che sia un atto di riflessione finalizzato alla possibilità di rivedere le proprie posizioni.
Ci rendiamo conto di quale grave precedente si creerebbe consentendo a dei privati (illustri, politici o meno che siano) di fare di uno spazio pubblico il proprio uso privato?
Da domani, qualsiasi costruttore che ristruttura o edifica un condominio davanti ad una piazza o ad un’area verde potrebbe sentirsi legittimato a chiedere la realizzazione di un parcheggio multipiano nelle aree pubbliche limitrofe destinato ai residenti del proprio complesso.
Il Lavello (ed il parcheggio ad oggi gratuito) è e deve rimanere di tutti; altrimenti la città, i suoi spazi, i suoi luoghi di incontro, la sua vivibilità, il suo patrimonio rischiano di diventare “merce” e basta.
Per questi motivi e per la necessità di salvaguardare il centro storico, l’area verde del Lavello ed il diritto che una zona pubblica rimanga tale, Progetto Ambiente annuncia durissime battaglie, nel rispetto della legalità, contro il parcheggio multipiano del Lavello.
Cercheremo di avviare una collaborazione fattiva con le altre associazioni ambientaliste e con i movimenti (Legambiente, Italia Nostra, Rete Ambientalista, ecc.) che potrà realizzarsi anche nella costituzione di un comitato aperto soprattutto a tutti i singoli cittadini (e sono tanti) che condivideranno questa battaglia.
Chiederemo alle forze politiche della maggioranza e della minoranza ed ai consiglieri comunali di esprimere e motivare la loro posizione, così come ci informeremo sulla possibilità che sulla vicenda esistano possibili conflitti di interessi.
Chiederemo l’intervento della Sovrintendenza ai beni culturali.
Organizzeremo manifestazioni pubbliche e faremo una campagna capillare di informazione perché temiamo seriamente che in questa faccenda oltre alla creazione di quello che noi chiamiamo “l’eco-mostro di Tortona” ci sia il grosso pericolo del sopravvento di interessi privati ad interessi pubblici.
Danilo Bottiroli
Presidente dell’associazione “Progetto Ambiente”