Bosco Marengo
Un impianto per l’idrogeno della Texaco
di Giampiero Carbone
(Se qualcuno ne sa qualcosa in più lo faccia sapere, grazie!)
Un impianto per produzione di idrogeno a Bosco Marengo: la voce sta girando da alcuni giorni nel paese di San Pio V ma ha trovato alcune conferme. Diversi cittadini boschesi sono stati contattati da alcuni mediatori locali per conto della Texaco, azienda statunitense leader nel mercato petrolifero, da poco tempo fusa con l’inglese Chevron. Lo scopo è opzionare circa 100 ettari di terreni agricoli situati lungo la strada provinciale per Novi Ligure per la realizzazione di un progetto finora sconosciuto al Comune di Bosco, almeno secondo il sindaco Angela Lamborizio: “In municipio non si è presentato nessuno con questa proposta. Trovo scorretto che questi signori opzionino dei terreni creando illusioni fra i cittadini senza aver prima chiesto le intenzioni del Comune”. I proponenti si sarebbero comportati diversamente a Fresonara, dove avrebbero ottenuto dagli amministratori un diniego a causa dell’assenza di uno spazio per un’area industriale. I mediatori hanno opzionato i circa 40 ettari di terreno della cascina Piuta, ma non tutti i proprietari hanno accettato le loro offerte, cioè 50.000 euro a ettaro, nonostante le numerose insistenze. La realizzazione dell’impianto sembra essere imminente: “Mi hanno detto di non seminare il mio terreno nel caso l’affare vada in porto”, afferma un cittadino di Bosco che ha rifiutato la proposta, a testimonianza dei tempi stretti e delle certezze che sembrano avere i proponenti.
Anche l’assessorato all’ambiente della Provincia non è a conoscenza di una proposta del genere. Nelle intenzioni dei proponenti l’impianto inizialmente produrrebbe energia elettrica utilizzando l’idrogeno, che in futuro sarà invece utilizzato come carburante per i veicoli al posto della benzina, essendo le scorte di petrolio a rischio di esaurimento nei prossimi decenni. L’idrogeno può essere “bianco”, cioè prodotto da fonti rinnovabili come energia solare, eolica o a biomasse senza gravi rischi di inquinamento, oppure ricavato dal nucleare o combustibili fossili come carbone e petrolio attraverso il “reforming” degli idrocarburi utilizzando metano, metanolo, benzina e ammoniaca: i costi sono inferiori ma esistono rischi per l’ambiente. La ricerca più recente utilizza l’idrogeno nelle celle a combustibile. In Provincia esistono alcuni laboratori scolastici, come all’Itis “Volta” di Alessandria, che studiano le possibilità di utilizzo futuro dell’idrogeno.