17 settembre 2005: una corretta gestione del Grue richiede
MANUTENZIONE DELL'ALVEO E AREE DI ESPANSIONE
NON ARGINI A MONTE E TOTALE DISBOSCAMENTO
I torrenti del Tortonese negli ultimi decenni, e con periodicità di pochi anni, hanno provocato esondazioni delle acque con danni anche gravi. Di conseguenza è opportuno intervenire a salvaguardia delle popolazioni e delle loro attività, sempre con la massima attenzione alla tutela ambientale.
Non voglio assolutamente procedere a una analisi di ciò che è stato sino ad ora fatto, mi limito a commentare ciò che sta avvenendo oggi.
A seguito dei finanziamenti della Regione Piemonte sono in corso di esecuzione in questi giorni opere di sistemazione da parte, mi pare, della Comunità Montana. Attualmente gli escavatori sono al lavoro in comune di Avolasca, nel tratto tra le località Baiarda e Grua.
Sulle sponde esterne all’alveo di deflusso delle magre e delle morbide vi è stato, dopo i lavori realizzati non molti anni fa, l’attecchimento di alberi ed arbusti. Ora si stanno eseguendo i lavori con asportazione totale delle essenze vegetali. Tale modalità comporta grave danno per la flora e la fauna distruggendole totalmente; il che comporta, inoltre, una consistente riduzione della capacità autodepurativa del torrente (già bassa).
Viene eseguito un rialzamento degli argini delimitanti l’alveo incassato su lunghi tratti; detti argini sono stati eseguiti in adiacenza all’alveo non molti anni fa. In precedenza non vi erano arginelli su tutta la lunghezza del torrente.
I tecnici idrologi ed idraulici sostengono, da anni ormai, che "la creazione di argini, od il loro rialzamento, provoca un innalzamento del pelo libero delle acque di piena in quanto è impedito l’accumulo in aree esterne all’alveo incassato delle acque defluenti durante le piene eccezionali". L’innalzamento degli argini provocherebbe pertanto un aumento del colmo di piena a valle (Montegioco, Sarezzano, Viguzzolo, Castelnuovo) con un aggravamento degli effetti di una piena eccezionale.
Semplificando al massimo, è un errore creare argini a monte poiché questi trattengono tutte le acque di piena, le velocizzano e ne potenziano l'effetto prorompente quando giungono in pianura. In tal modo si sposta, amplificandolo, il rischio nei paesi a valle. Gli interventi devono essere fondamentalmente due: la pulizia costante dell'alveo di magra per impedire la creazione di eventuali dighe formate da rifiuti, vegetazione, plastica e quant'altro; la creazione, mediante l'acquisto, di terreni individuati ad hoc, di aree di laminazione o bacini di lagunaggio o lanche che ricevano le acque di piena riducendone velocità, quantità e impatto.
A seguito di un colloquio con esperti in materia idrologica ed idraulica e che conoscono bene i torrenti del Tortonese mi sorgono alcune domande:
la realizzazione dei suddetti argini fatta qualche anno fa con posizionamento in adiacenza alle sponde è stata oggetto, allora ed oggi, di un calcolo o modello di verifica idrologica ed idraulica, sulle conseguenze a valle (Montegioco, Sarezzano, Viguzzolo, Castelnuovo) da parte delle acque di piena?
Le piante abbattute e soprattutto la "ramaglia" sono state allontanate?
I lavori nel proseguimento saranno realizzati con i medesimi criteri e modalità attuali? Quindi con un sistematico rialzamento degli argini nella parte di monte del torrente, con conseguenti modifiche sui colmi di piena a valle?
I lavori saranno nel proseguimento eseguiti con l’asportazione totale della vegetazione, compresa quella esterna all’alveo di deflusso delle piene?
Si è previsto, con i lavori che si stanno facendo, di tutelare adeguatamente le acque, la flora, la fauna, il paesaggio, l’ambiente?
Si è per il futuro programmata un’adeguata manutenzione sul torrente evitando di fare opere dispendiose e dannose per l’ambiente con un taglio totale della vegetazione ogni pochi anni come si sta facendo ora , e per di più in un periodo in cui non è consentito per legge il taglio di alberi (da aprile ad ottobre)?
A mio modesto avviso sarebbe opportuno eseguire le opere in modo diverso da come si sta facendo finora, ossia creando spazi controllati per dar sfogo alle piene, mantenendo pulito l'alveo, conservando la vegetazione arborea esterna, anziché canalizzare i torrenti e comprimerli creando pressioni incontenibili che prima o poi troveranno sfogo con effetti devastanti di fronte ai quali, anziché prendere coscienza, ci trincereremo dietro il capro espiatorio della "Natura assassina".
Aggiungo che a mio parere sarebbe quindi più che opportuno interrompere l’esecuzione, se essa fosse prevista, del prosieguo dei lavori, con le medesime modalità con cui sono state realizzate finora e se le opere fossero mancanti dei presupposti ai quali ho fatto cenno.
Chiedo scusa per questa incursione in alta val Grue, ma la cosa mi riguarda, non solo per il doveroso rispetto che dobbiamo a madre Natura, ma anche perché, abitando nel tratto terminale della valle Grue, sono preoccupato dal rischio che possano tornare a ripetersi le esondazioni di campagne, raccolti, strade e del cimitero di Castelnuovo nonostante i lavori eseguiti nel nostro territorio (praticamente due corsi, quello a meandri tradizionale e quello rettilineo, a quota più alta, dello scolmatore e le frequenti pulizie interne).
Antonello Brunetti