Enel Green Power sta discutendo - per ora principalmente con il comune di Cabella Ligure - investimenti, nell'ordine di 30 milioni di euro, per la realizzazione del più grande "Parco eolico" del nord Italia nei territori dei comuni di Cabella Ligure e Albera Ligure. Trenta aerogeneratori da 1500 kw ognuno piazzati sui crinali dei monti Ebro e Roncasso, con una potenza complessiva di 46,5 Mw e una produzione di 78 milioni di kilovattora annui. La zona prescelta dal progetto Enel, non avendo sinora subito manomissioni troppo pesanti, ha mantenuto caratteristiche di particolare pregio sia sotto l'aspetto paesaggistico - caratterizzato da praterie e faggete - che naturalistico - con presenza di specie rare sia animali che vegetali. È meta di escursionisti e di sportivi ed in parte è adibita al pascolo di bovini e di equini. Gli Enti pubblici hanno elaborato diversi progetti per una sua valorizzazione nel rispetto di queste caratteristiche, con la creazione di rifugi e percorsi naturalistici, progetti dai quali ci si attendono significativi ritorni per rivitalizzare l'economia dei centri abitati più vicini. Un esame critico può partire proprio da questo aspetto: nelle dimensioni e nei modi con cui è stato impostato, l'impianto rischia di realizzare un esteso grado di compromissione del territorio non solo sul piano della percezione visiva. Si colpirebbero proprio quelle risorse locali che sono la ricchezza essenziale per uno sviluppo locale equilibrato. Per quanto riguarda la fauna, in particolare uccelli e pipistrelli, l'impatto è notevolissimo, oltre al pericolo della collisione diretta va considerata la perdita di habitat connessa alla costruzione degli impianti e l'attività di disturbo provocato dalle operazioni di manutenzione ordinaria e straordinaria. In particolare, per quanto riguarda le praterie appenniniche, occorre considerare il "principio di precauzione", in quanto si tratta di ambienti di limitata estensione e molto vulnerabili. L'impatto riguarda anche la stabilità dei versanti, a causa dei rilevanti movimenti di terra per l'apertura delle strade di accesso, le fondamenta e quanto altro necessario alla manutenzione degli impianti.
La nostra provincia si è dotata di un “ Piano territoriale ” esprimendosi in modo significativo sulle questioni fin qui accennate. Agli ambiti 11A e 11B (Val Curone e Val Borbera), il Piano ha assegnato obiettivi precisi. Nella tavola relativa alla Val Borbera si propone come obiettivo “ l'incentivazione del presidio umano sul territorio - la tutela dei versanti - la tutela delle risorse naturali e del paesaggio -lo sviluppo delle attività silvo pastorali e di trasformazione dei prodotti ”, annotando specificamente per il “ Biotopo IT 1180025 :Dorsale M.te Ebro e M.te Chiappo - Comuni Cabella L. e Fabbrica C ” l'obiettivo “ Tutela naturalistica e della fauna appenninica; presenza di rischi di accesso con mezzi motorizzati ”.
Per quanto riguarda il Piano energetico ambientale regionale viene evidenziato come
l'impatto delle centrali eoliche denoti molte criticità e si prevede un utilizzo futuro di installazioni di ridotte dimensioni.
Occorre, infatti, considerare che si è sempre puntato sulla costruzione di impianti di grandi dimensioni: i generatori eolici hanno un'altezza che può arrivare a 100 metri, pesano oltre 200 tonnellate e hanno pale il cui raggio sfiora i 30 metri, ma, attualmente, è in atto una rivoluzione tecnologica importante, a cui partecipano anche aziende e istituti di ricerca italiani, che porterà alla costruzione di impianti di piccole dimensioni, a impatto ambientale molto basso.
In conclusione siamo favorevoli all'utilizzo dell'energia del vento, ma tramite una attenta pianificazione, che valuti l'utilizzo di nuove tecnologie, non si dovrà verificare che alcuni Comuni, come nel caso di Cabella, svendano uno dei beni più preziosi, un territorio ben conservato che, anche dal punto di vista dello sviluppo, è inevitabilmente legato al turismo sostenibile, alla conservazione della natura e a un' attenta valutazione delle microeconomie. L'impianto proposto non risulta, al momento, portatore di alcun beneficio per gli abitanti delle valli dal punto di vista energetico: la Val Borbera ha già una centrale idroelettrica che la approvvigiona; è l'ennesima usurpazione delle risorse della valle.
Non abbiamo bisogno di "valorizzazioni" estemporanee, ma piuttosto di azioni coordinate di gestione che spieghino alla gente il "Valore" dei luoghi nella loro identità.
Rete Ambientalista Provincia di Alessandria