CHE COS'È IL PROGETTO LINFA DI CUI HANNO PARLATO
IN UN "LORO" CONVEGNO SOLO GLI ENTI BENEFICIARI

Gli oltre due miliardi del progetto Linfa sono cofinanziati dalla comunità europea: nei 30 mesi saranno assorbiti (88%) per costi di personale, viaggi, trasferte, assistenza estero, spese generali mentre alle attrezzature durevoli di controllo ambientale non resterà praticamente nulla (12%).
E' ormai un classico, che si va affermando sempre più: importante non è fare le opere, ma programmarle con superprogetti, superconsulenze, supertrasferte, superuffici, superriviste patinate e tanta carta. Non c'è rischio, non c'è concorrenza.
Ovviamente al convegno hanno partecipato gli addetti agli enti beneficiari della spesa (comune, università, arpa, asl) dichiaratisi soddisfatti delle proprie realizzazioni nel progetto.
Ha partecipato la solita passerella dei politici (in questo caso di centrosinistra) con il solito fine di propaganda elettorale.
Hanno partecipato al convegno (non al progetto: nel quale non sono titolari di nessuno dei 9 compiti previsti, cioè nessun ruolo oltre a quello di copertura politica) i soliti partner ambientalisti del Comune.
LA PARTECIPAZIONE DELLA POPOLAZIONE A RISCHIO È STATA UGUALE A ZERO.
Il dato più importante e palese, purtroppo, del convegno è stata la confermata spaccatura dell’ambientalismo, che fortunatamente non riguarda il quadro provinciale ma la sola realtà della città di Alessandria. Per quanto circoscritta territorialmente, si tratta di una brutta frattura. Su questioni nodali: Osservatorio ambientale della Fraschetta e Valutazione di impatto ambientale strategica VAS.
Le sezioni cittadine di WWF, Italia nostra e (in mediazione) Pro natura, sono accusate di “subordinazione politica e culturale, ruolo speculare alle amministrazioni”, cioè di scarsa autonomia dai partiti e di essere antiunitari. Replicano: “accuse ridicole di collusione”, “fate cagnara”.
A sua volta la giunta comunale, con buona dose di masochismo politico, assicuratasi le sigle dei partner, non si confronta con le reali rappresentanze ambientaliste sul territorio, come l’Associazione dei Comitati della Fraschetta e la Rete ambientalista provinciale (oltre che Medicina democratica e Legambiente).
La frattura, malamente calcificatasi, appare difficilmente riducibile senza intervento chirurgico. Per fortuna riguarda solo un arto dell’intero organismo, cioè una ridotta dimensione cittadina rispetto al resto della provincia.