"LA ROQUETTE È UNA INDUSTRIA INSALUBRE"…
e quindi doveva sorgere lontano dalle abitazioni di Cassano

Lo scorso 13 aprile la Giunta comunale di Cassano Spinola, assente l'Assessore all'ecologia e ambiente Sandro Tortarolo, ha deliberato di classificare la Roquette Italia Spa tra le industrie insalubri di I classe. Questi tipi di insediamenti, come previsto dal Regolamento generale sanitario del 1901 e successive integrazioni, devono essere isolati nelle campagne e tenuti lontani dalle abitazioni. Nella fattispecie l'allora Panter, poi Spad ora Roquette Italia si insediò di fronte alla stazione ferroviaria all'inizio degli anni '60. Perché arriva solo oggi questa decisione da parte di una Giunta comunale di Cassano? Sin dal 3 dicembre 1999, in base ad un censimento delle industrie insalubri previsto per legge, l'ASL 22 di Novi Ligure aveva proposto al Comune di Cassano, retto dall'allora sindaco Marco Traverso, una classificazione delle attività sul territorio comunale, e la Roquette veniva classificata in classe prima. Anche l'amministrazione successiva, sempre capeggiata da Marco Traverso, non deliberò quanto proposto dall'AsI 22 e l'azienda non fu mai sottoposta al regime urbanistico previsto per tali tipi di attività industriali, sia per l'insalubrità delle emissioni in atmosfera che per l'inquinamento acustico. La Roquette si è nel tempo espansa senza nessun problema, fino a fondersi con il paese, realizzando anche una centrale termica a poca distanza dal Sito d'Importanza Comunitaria (Sic) individuato nello spondale dello Scrivia tra Cassano e Villalvemia.
La giunta Alliano ha deciso di deliberare in questo senso a seguito delle richieste di un avvocato di Alessandria al quale si sono rivolti alcuni cittadini cassanesi nel presentare ricorso al Tar contro il Piano di zonizzazione acustica approvato dal Comune. L'avvocato il 28 febbraio scorso aveva chiesto al Comune "elementi tecnici informativi inerenti alla classificazione della Roquette spa come industria insalubre e come industria a rischio incidente rilevante".
Il 16 marzo successivo, il responsabile dell'ufficio tecnico del Comune, l'architetto Giacomo Tofalo, rispondeva al legale che, in base alla proposta di classificazione dell'Asl del 1999, la Roquette "è in classe Ia per l'utilizzo di sostanze chimiche AO8 acido cloridrico, A16 acido solforico, A26 anidride acetica, e per produzione diA73 glucosio, B1O amido e destrina, B68, grassi. L'Amministrazione comunale provvederà al più presto a recepire la proposta con delibera di giunta".
Interpellata nuovamente dal Comune, l'Asl conferma quanto proposto nel 1999. Il 5 aprile, però, a seguito di segnalazioni da parte degli abitanti di Cassano in merito alla proposta che ritenevano carente, l'Asl propone alcune integrazioni con altre voci riferibili all'esistenza della centrale termica (C7), degli impianti di depurazione (B100) e deIl'utilizzo di solfiti e bisolfiti (A105). La giunta si adegua all'ultima proposta e delibera il 13 aprile. La delibera viene esposta all'Albo Pretorio il 21 aprile.
Francesca Raggio del Wwf Italia, da anni in lotta contro la multinazionale, dichiara:
"Questa è una vittoria dall'amaro sapore di beffa. Ora che i buoi sono scappati chiudono la stalla. Da oggi comunque nessuno potrà più dire che i fumi e i vapori sono innocui e, anche se tardivamente, l'azienda dovrà sottoporsi alle normative che giungono dall' Unione Europea con una carta d'identità in regola".