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Il periodo intercorso tra questo e il precedente Coordinamento (4 febbraio), che aveva ben 17 punti all’ordine del giorno, è stato caratterizzato da un grande sforzo organizzativo della segreteria. Cavallo di battaglia è stato l’inceneritore, cioè le alternative all’inceneritore, spronato in due direzioni: istituzioni e popolazioni. L’arma è stato il documento di Moratoria.
Istituzioni: Senato della Repubblica, Provincia e Sindaci.
Ricevuti in Commissione, presso il Senato è stata depositata la Moratoria.
200 sindaci hanno ricevuto via e-mail la Moratoria e conosciuto (apprezzato,come abbiamo visto nelle assemblee) la Rete.
L’incontro con la Provincia (Filippi, Penna) ha avuto come oggetto la rivendicazione, oltre che della moratoria al 2012 del progetto dell’inceneritore sostituito dalla corretta gestione dei rifiuti (riduzione riuso raccolta differenziata riutilizzo), anche del “VIA degli ambientalisti”: una delibera che impegni l’amministrazione a chiedere il parere obbligatorio per ogni opera di consistente impatto ambientale.
Con le popolazioni, sempre tramite la Moratoria, ci siamo incontrati nelle assemblee (precedute da volantinaggi e affissioni) di Novi Ligure, Rivalta Scrivia e Pozzolo Formigaro; assemblee partecipate e qualificate anche per la presenza di tecnici e medici con le loro esperienze: cos’è in realtà l’inceneritore “modello” di Brescia, come si è invece realizzata in Veneto la raccolta differenziata oltre il 70% ecc. La moratoria è stata firmata da centinaia di cittadini, non è più solo un documento di specialisti dell’ambiente.
Abbiamo usufruito delle assemblee anche per rafforzare la nostra operazione di marketing: Premio Attila e Logo.
Il Logo è stato scelto, tra quattro splendide proposte, con il concorso di 160 persone: un altro momento di cercata partecipazione.
La partecipazione al voto per il Premio Attila è stata altrettanto significativa: una giuria di ben 284 persone l’ha assegnato a Marcellino Gavio per soli quattro voti di differenza su Palenzona. Perfino Gavio ha abbozzato un sorriso dichiarandosi disponibile a ritirare la pergamena di Gianni Torchia.
Sui giornali (notoriamente non nostri tifosi) siamo riusciti a penetrare anche su questi temi. Anche sulla satira del Premio Attila si è scritto… fino a quando non abbiamo toccato Gavio l’intoccabile; magari annunciandolo vincitore ma giammai riportando ai lettori le motivazioni del premio.
Alcuni giornali, con le loro cronache stizzite, hanno mostrato quanto fastidio hanno dato le nostre assemblee ai potentati economici e politici.
Ad una informazione pur sempre reticente abbiamo sopperito (con le assemblee) anche con la nostra rete telematica: oggi siamo in grado di informare, dialogare in tempo reale già con 625 indirizzi, tutti interlocutori motivati, a loro volta “opinion leaders”, di fare controinformazione, di palesare la parzialità dei mass media.
Funziona molto bene l’accoglienza sul sito web della Valle Scrivia.
Potremo aprirne uno nostro appena possibile.
Siamo collegati, e partecipiamo, con le Reti nazionali su energia, centrali, inceneritori.
Tutto OK dunque?
No, a tre mesi dalla sua costituzione, permangono limiti e problemi per la Rete.
Abbiamo perfino difficoltà a reperire il locale nel quale convocare il Coordinamento. Addirittura i locali pubblici hanno la pretesa di farsi pagare l’affitto, indifferenti alla nostra funzione sociale, dimentichi di essere un servizio pubblico e di essere già stati sovvenzionati dalla collettività.
Fondamentale diventa dunque per la nostra efficienza e libertà curare il finanziamento, invitare alle sottoscrizioni, inventare forme di partecipazione.
Altra difficoltà in tempo e denaro: il giornalino su carta e on line con cadenza regolare.
Altra trascuratezza: più puntuali interventi sull’ecologia politica. Ma come si fa a tacere quando i consigli comunali (es. Alessandria) assegnano a se stessi gettoni di presenza da 95 euro e al presidente consiliare 8 milioni il mese?
Ma il limite più grosso resta l’insufficiente penetrazione della Rete in alcune zone della provincia, come Casale e Acqui. Occorre dedicare tempo ed energie ad iniziative in queste direzioni. Anche con Vercelli sono maturi contatti più stretti.
Obbiettivi non facili anche perché abbiamo già una mole di temi in agenda che non siamo in grado di trattare in forma assembleare: eolico, osservatorio ambientale, il marchio, biodiversità, ecosistema urbano, acque, golf, energia eccetera.
Di qui la necessità di organizzare al più presto i Gruppi di lavoro, di individuare i coordinatori che li convochino tempestivamente.
Ad assorbire le nostre energie resterà infatti nelle prossime settimane centrale l’inceneritore, cioè la Moratoria. Dobbiamo
verificare se indire altre assemblee e/o banchetti (portando le firme sulla Moratoria da centinaia a migliaia;
intensificare i rapporti con i sindaci con una strategia che punti a far giocare loro un ruolo nei Consorzi, per le presidenze delle quali dobbiamo continuare a chiedere le dimissioni;
cercare altre alleanze, nel mondo industriale (Campari?) e fra le associazioni agricole;
rafforzare i comitati che abbiamo stimolato a formarsi (vedi Tortona);
fare leva sulle contraddizioni interne al mondo politico;
insomma costringere la Provincia alla Moratoria.
Operativamente il Coordinamento del 31 marzo ha preso conseguenti decisioni.
Carnevali, Speranza, Gola, Balza cominceranno a promuovere rispettivamente i Gruppi di lavoro su
“MIA, minimo impatto ambientale, riduzione dei rifiuti”;
“raccolta differenziata al 66%, confronto con i sindaci”;
“biodiversità e pianificazione del territorio”;
“osservatorio ambientale della Fraschetta”.
Su “terzo valico, trasporti, grandi opere” il gruppo di lavoro è già estremamente attivo (Brunetti).
Su biodiversità e territorio, punti di crisi provinciali, sarà preparato un convegno entro l’estate (Gola).
Carnevali contatterà Campari e Associazioni agricole per incontro.
L’AFA organizza per il 15 aprile una cena di finanziamento per vertenza Terzo valico devolvendo il 20% del ricavato alla Rete.
La Segreteria si convocherà quanto prima.
*** La riunione è stata preceduta da una breve relazione, con immagini video, di Laura Gola sulla realizzazione di una area di collegamento ecologico funzionale tra il Parco delle Capanne di Marcarolo e il Parco fluviale del Po e dell’Orba, nell’ambito dell’attuazione della Rete Natura 2000.
Al progetto collaborano i due Parchi, la Provincia, i Comuni territorialmente interessati e l’Arpa.