27 luglio 2003
ANCORA BLOCCATI I LAVORI PER LA CAVA IN VAL LEMME
L’ORDINANZA DEL TAR “NOTIFICATA” DAI MANIFESTANTI

Notizie riprese da La Stampa e da Il nostro giornale
Dopo la sentenza del Consiglio di Stato, favorevole agli oppositori della cava Cementir dei Caltagirone;
dopo l’annullamento della sentenza da parte del Governo Berlusconi con conseguente ripresa dei lavori;
dopo la ripresa delle azioni volte ad ostacolare il proseguimento dei lavori autorizzati dal Governo nella totale indifferenza di Provincia e Regione;
dopo l’assemblea affollatissima tenutasi a Carrosio lunedì 21 luglio;
il 24 luglio il TAR Piemonte, sorprendendo in parte i richiedenti, ha intimato la sospensione delle autorizzazioni.
Il TAR, dopo aver esaminato il ricorso presentato congiuntamente dai Comuni di Carrosio e di Gavi ai quali si era affiancata anche Legambiente, ha disposto la sospensione dell’atto autorizzativo con la seguente motivazione : “...considerando che nel bilanciamento dei contrapposti interessi va assegnata la prevalenza a quello di preservazione delle fonti idriche, come ha ritenuto la giurisprudenza da cui peraltro ha preso le mosse l’atto impugnato...questo Tribunale accoglie l’istanza cautelare e sospende l’esecuzione dell’atto oggetto del ricorso”.
Regione, Provincia e imprese hanno fatto orecchie da mercante e i lavori di preparazione dell’acquedotto alternativo proseguivano tranquillamente.
Nessuno ha avvisato i responsabili dei cantieri per i lavori di rifinitura dell’acquedotto alternativo in Val Lemme. C’è voluto l’intervento del vicesindaco di Carrosio, Valerio Cassano, sostenuto dai rappresentanti di Legambiente e da un folto gruppo di manifestanti, per far valere l’ordine di sospensione.
“Abbiamo cercato a lungo il direttore ai lavori, l’ing. Giuseppe Dezza della Provincia - affermano gli intervenuti - ma non è stato possibile parlargli e sapere così perché non provvedeva a chiudere i cantieri”
“Possiamo essere soddisfatti di questo secondo successo - dice Andrea Ferrari legale del Comune di Carrosio - soprattutto per il fatto che la sentenza ribadisce il supremo valore delle fonti idriche, ponendo un concetto difficilmente sovvertibile”.
Molto probabilmente la Cementir presenterà ricorso contro la sospensiva rivolgendosi al Consiglio di Stato, ossia al primo ente che aveva dato ragione alle popolazioni della Val Lemme e alle associazioni ambientaliste.